Il Pizzo

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Pizzo, Merletto, Trina. Tre termini che significano la medesima cosa.

Camicia Audrey by KoquDa tempo oramai immemore il tessuto in pizzo è considerato un elogio alla femminilità e alla seduzione. Le varianti di questo tessuto sono tantissime e nel corso degli anni si sono evolute.

Il pizzo per antonomasia è sinonimo di classicità, di eleganza, particolare rappresentante il bello in senso assoluto e non discutibile, tanto da rendere l’abito unico. Assieme al ricamo è la forma di arricchimento del complemento tessile più riconosciuta e di valore.

Nella sua versione fatta a mano, dati i costi, è ormai oggetto per una clientela ultra esclusiva, ma nelle versioni “a macchina” può essere alla portata di molti.

Camicia Odissea by Koqu

Il merletto nasce direttamente dallo sfilato ed ha un’origine quattrocentesca. In pratica, la ricerca di tecniche ed effetti nuovi nel ricamo (più antico del merletto), porta ad una sfilatura sempre più accentuata fra trama ed ordito del tessuto, per avere un maggior campo di intervento poi con la riempitura a ricamo dei vuoti; da qui l’intuizione che si può creare una nuova meraviglia “dal nulla” senza bisogno di supporto. Non è casuale il fatto che il reticello rappresenti la nascita del merletto ad ago e anche il punto di passaggio dalla tecnica dello sfilato al merletto vero e proprio.

Il merletto diventa subito una voce irrinunciabile, insieme ai gioielli e considerato allo stesso modo, soprattutto come finitura di prassi intorno al collo e ai polsini delle maniche delle camicie, sia nel costume femminile che in quello maschile; talmente importante, come identificazione di una classe sociale, da essere rappresentato anche su armature complete.

A seconda della diversa consistenza, struttura, zona geografica, disegno ha un nome che lo caratterizza. tra questi i più famosi sono:
Pizzi Leavers, Jacquard, a RETE, MACRAME’ o a RICAMO, SANGALLO, RASCHEL o MECCANICO, al TOMBOLO (pizzi ottenuti intrecciando da 4 a 400 fili).

Nonostante l’eccellenza tessile italiana (soprattutto veneziana) anche in questo settore, il pizzo è legato però da sempre alla Francia che ne produce di bellissimi. Nella storia della moda il pizzo francese è per tradizione sinonimo di lusso.

Tra i più difficili da eseguire c’è il burano; nato nel 1500, da sempre considerato il più pregiato, richiede infatti la partecipazione di più ricamatrici, ognuna specializzata in un solo punto.

Più è sottile e più è pregiato.

In antichità si usavano fili d’oro, d’argento e di seta, mentre oggi si usa soprattutto filato di cotone, talvolta impreziosito con fili dorati od argentati e pietre preziose.

Un casto abito bianco con la gonna a ballo quasi da debuttante. Una camicia nera che lascia intravedere tutto, un dress che lascia una spalla nuda, una t-shirt con inserti…. Il pizzo è multiforme. Perfetto interprete di stili e modi di essere differenti, quasi agli opposti. Purezza e sensualità. Tradizione e sperimentazione. Perché si addice sia per coronare un sogno romantico, sia per lanciare una sfida a due.

Veste le occasioni più disparate e ogni volta assume un contegno diverso.

Sfacciato. Seduttivo. Elegante. Romantico. Così sensuale, così chic e così “tanto”.

Può essere “casto”, quando infittisce le trame nei toni carne e avorio, o licenzioso se impalpabile e nero.

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