Il … giallo indiano

con Nessun commento

Oltre al bruno di mummia di cui abbiamo già parlato anche per questo “giallo indiano” la preparazione era al quanto strana, se così si può dire!

Intanto, come dice il nome, siamo in India. Paese dove le vacche erano e sono sacre!

Vacca sacra

La preparazione consisteva nel far mangiare alle vacche le foglie di mango, la urina di queste vacche poi venivano raccolta, concentrata e filtrata per ottenere un precipitato costituito dai sali dell’1,7-diidrossixantone e dell’acido euxantico (ci basta sapere che queste sostanze erano presenti nelle foglie di mango in forma non salificata).

Infine questo precipitato veniva trasformato in palle, essiccato sul fuoco e poi al sole.

Per farla breve … le vacche servivano solo per trasformare i prodotti originali delle foglie di mango nei loro sali, praticamente il pigmento!

La vita di questo colore ebbe però vita breve. Le vacche, alimentate in questo modo, morivano prematuramente ed essendo, vi ricordate, in India, alla fine dell’800 venne deciso che la preparazione di questo colorante era illegale.

Fu un bel problema per i pittori dell’epoca, il pigmento infatti, dopo essere stato ripulito dai residui di urina e polverizzato, produceva un colore giallo oro vetroso molto stabile e poteva essere usato in molte tecniche pittoriche. Il colore era talmente bello e particolare che praticamente non esisteva un sostituto.

Alla prossima …

Share
Segui Koqu:

Ultimi post da

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *